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Ago-2017

Il Salento e le sue sagre

Il Salento è una terra che in ogni modo cerca di mostrare il meglio di se, da qualsiasi punto di vista essa si possa ammirare. Di fatto ogni singola esperienza è un buon motivo per scoprire una nuova parte di questa terra. Da non perdere, sono ad esempio le feste popolari, quelle che celebrano i santi locali, svariati per ogni singola cittadina.

Qui infatti si viene a contatto con le vere tradizioni, quelle legate nel profondo alla terra. Si scoprono i balli locali e sopratutto i gusti tipici di queste zone, i sapori più antichi, quelli non rivisitati per i turisti ma tenuti identici a come le nonne le tramandavano a figlie e nipoti. Ecco perché queste feste sono fondamentali per tutti.

Si può sicuramente segnalare quella che si svolge in due giornate, nella settimana di Ferragosto dal 17 al 18 agosto, stessa data di ogni anno, ad Acquarica di Lecce, frazione di Vernole, dove si svolge la Sagra annuale del Peperone. Nello specifico la sagra del Peperone è organizzata a Acquarica di Lecce, nei pressi di Vernole (Lecce) e viene organizzata durante la festa patronale di San Gregorio con luminarie caratteristiche, concerti bandistici e fuochi d’artificio.

indexInsomma si tratta di un evento adatto a tutti, considerando che si trova a meno di un’ora di auto dalle maggiori località balneare, come Porto Cesareo, Punta Prosciutto, Torre Lapillo e Campomarino di Maruggio. Per gli amanti della storia e della natura, considerando che Vernole è la meta ideale per coloro che vogliono immergersi in ogni dettaglio dei luoghi che visitano. Così si consiglia di recarsi dalla mattina sul posto per visitare la Riserva naturale statale Le Cesine. Situata a ridosso della costa adriatica, rappresenta una delle ultime zone paludose che in passato si estendevano da Otranto a Brindisi.

Il nome Cesine deriva deriva da seges che significa zona incolta e abbandonata. Nell’insieme la Riserva è costituita dalle dune, l’area palustre, la pineta, la macchia e la zona coltivata. L’oasi è stata istituita nel 1978 a seguito della dichiarazione di interesse internazionale con la convenzione firmata a Ramsar.

Nell’oasi vi sono due stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalle piogge, che sono separati dal mare da un cordone di dune sabbiose. L’Oasi è gestita dal WWF. La superficie boscata è fondamentalmente rappresentata da pineta a pino d’Aleppo nome scientifico Pinus Halepensis e pino domestico, nome scientifico Pinus pinea.

La fauna è composta da anfibi, rettili e da numerose specie di uccelli che popolano i diversi ambienti della Riserva nei diversi periodi dell’anno. Senza dimenticare che sarebbe bella una passeggiata per il borgo fortificato.

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